sono un cantautore

sono un cantautore che non vuole essere nessuno,
forse sono nato cantautore
ma per anni non sono riuscito a dirlo ne’ a me stesso, ne’ agl’altri!
ho trovato il coraggio di chiamarmi cantautore
e di gridarlo nel quartiere
quando ho visto la mia voce troppo sporca per sembrare di un cantante
Scrivo in continuazione, tutto l’anno in ogni momento,
scrivo parole su parole, versi,musiche,e colonne sonore
quanti film inesistenti senza regia e né sceneggiatura,
e questo avviene da sempre e lo faro’ ancora
sempre a meno che non diventi uno importante.
La mia tenacia si alimenta del disinteresse della gente,
mi fa scuotere i passanti
tirar loro la giacchetta per far presa su qualcuno nei miei incontri
fingo mille vite, e a malapena ne so una,
che x giunta e’ assai noiosa
ma se sono un cantautore posso inventar di tutto, e ho la scusa
certe sere a casa nello specchio c’é un fallito,
poco più’del ragazzino che ha imparato 4 accordi
stand by me, battisti, da de André,a Guccini e ai beatles
con lo spazzolino fuori dalla bocca a intervistarmi per vanity fair
i locali non ci sono più, le coverband non suonan più,
i cantautori muoiono, speriamo che rinascano,
finche’ in cantina ci sarà, la luce accesa e musica,
qualcuno lì si incontrerà e la passione vivrà,
ma i cantautori muoiono, ma i cantautori muoiono.
Immagina che buffo,se dovessi cominciare,
a mantenermi con canzoni,
si direbbe ora è un cantautore e per mia madre un hobby sarebbe un lavoro,importante
e al diavolo se prima e dopo e’ stato per passione,
se ricevessi troppe ammirazioni, ammattirei nel pentagramma,
per copiare di nascosto la bruttissima canzone
che mi avrebbe dato fama e condannato a non cambiarla, per mangiare
preferisco l’ombra, e stare nel mondo reale
e far canzoni che domani chi vorrà lasciare il gregge
per riflettere e pensare potrà amare
questa è la canzone per chi sa di esser sognatore,
e’ gia’ grande quanto il cielo, non si perda in un bicchiere,
sarà il pittore che alla morte di necessità fa virtù.
Gettatemi le arance ma nn toglietemi la passione,
voglio avere tanti amici dedicar loro canzoni e raccontar le loro vite di farfalle,
i locali non ci sono più, le coverband non suonan più,
i cantautori muoiono, speriamo che rinascano,
finche’ in cantina ci sarà, la luce accesa e musica,
qualcuno lì si incontrerà e la passione vivrà
Ma i cantautori muoiono, ma i cantautori muoiono

NOTE SUL BRANO:
Ho passato anni ad evitare di essere etichettato come cantautore, per timidezza probabilmente, finché le recensioni de “la piccola enciclopedia del bosco” non hanno iniziato a titolarmi a livello nazionale “cantautore”.
Io che mi sono sempre nascosto dietro a nomi di band per non espormi troppo, ad un tratto dovevo essere all’altezza delle interviste rilasciate alle seppur piccole radio italiane. Il nostro manager si è battuto perché io accuissi questa consapevolezza, abbandonando il mio antico senso d’inadeguatezza, e sui manifesti delle fragole si è iniziato a stampare “cantautore-baroque-pop”.
“Sono un cantautore” rappresenta il fare 31 dopo il 30, non solo accettare di essere cantautore ma allora raccontare il mondo che c’è dietro, tra speranze, duro lavoro, notti in garage, poi cantina, poi salaprove più strutturata, tanta musica, troppo sudore e fiumi di energia.
Il brano è una canzone per i sognatori, il tema centrale diventa la passione ed è un inno alla speranza di poter godere della propria capacità espressiva artistica a prescindere dai consensi esterni del mercato.
Scrivo canzoni da sempre, la prima s’intitolava “mela marcia”, avevo quattro anni e suonavo un battipanni per chitarra offrendo spettacoli alle signore vicine di casa. Da allora non ho mai smesso di scrivere ed appena maggiorenne con la band di amici chiamata Radio KO nel primo EP pubblicato, tra i brani c’era anche “diversi”, la prima canzone per la quale ho sentito intimamente di essere un cantautore, senza però aver il coraggio di sentirmi adeguato nell’autodefinirmi tale, e così è stato per anni.