poi niente sarà più come prima

Al mercato donne anziane
scambiano ricette delicate e nuove idee per risparmiare
Ho l’odore sulle dita
di una matita temperata per appuntare sul mio taccuino l’aria
Come in pace e cosi’ in guerra
il panettiere è aperto e il figlio è in bici e ha una baguette sotto l’ascella
L’estate ha fatto capolino
rossastre nubi,foglie gialle, vino nuovo e castagne,
brindiamo amore e poi ti bacio e
Poi niente sarà più come prima, poi niente sarà più come prima
poi niente sarà più come prima, prima, prima,
quando tutto era diverso
Un frate tenta di ascoltare
le ragioni del nemico con pazienza e tanta tolleranza
La quotidianità è squarciata
e un vecchio grida che per fermare la violenza
Bisogna smettere di usarla e
Poi niente sarà più come prima, poi niente sarà più come prima
poi niente sarà più come prima, prima, prima,
quando tutto era diverso

NOTE SUL BRANO:
Questo brano ha avuto moltissimi testi, tutti appallottolati per centrare il cestino della carta.
Il ritornello invece è stato per mesi il solo punto fermo, che quando le strofe parlavano di tradimenti, o di omicidi, esprimeva il passaggio ad un dopo in cui tutto in un certo senso diveniva diverso, anche se vivibile e sostenibile.
I testi scartati non erano però soddisfacenti.
I fatti di Parigi del 13 Novembre 2015 hanno sconvolto il mondo intero, probabilmente è stato impulsivo esprimere un pensiero su tanto dolore e questo testo è emerso in modo naturale tra gli accordi già triti e ritriti.
Avevo paura mi fosse rimproverato di scrivere sulle stragi quasi come se approfittassi di tali tristi vicende per promuovere le mie canzoni. Infatti il brano “2 agosto ’80”, rappresentativo del nostro repertorio live, sarebbe stato facilmente accostato a “poi niente sarà più come prima”. D’altro canto già in passato per timore di un simile giudizio “2 agosto ’80 ” ha trascorso nove anni chiusa in un cassetto finché il coraggio di proporla all’Associazione dei Familiari delle vittime, non incontrò invece inaspettatamente il loro sostegno e desiderio perché fosse divulgata per mantenere vivo il ricordo delle vittime.
Questa volta mi sono posto con i piedi dentro la strage, raccontando l’aria che si respirava in quei momenti, iniziando il racconto da un paio di giorni prima. Due giorni prima, l’11 novembre la cosiddetta estate di San Martino alzava le temperatura facendoci riassaporare il clima di fine agosto, e nella quiete è sopraggiunto uno squarcio. Nel testo volutamente non è menzionato l’episodio delle sparatorie e delle uccisioni, ma qualcosa è avvenuto, e poi niente sarebbe più stato come prima.
L’unico riferimento a Parigi è il racconto del figlio del panettiere che porta la baguette, serviva qualcosa che stimolasse l’immaginario sulla Francia.
Il frate che suggerisce di ascoltare le ragioni del nemico è il Papa, mentre il vecchio che grida, è il saggio Gino Strada di Emergency che intervistato sui tragici fatti di Parigi ha così commentato aggiungendo: ““Le nostre scelte di guerra ci stanno presentando il conto di anni di violenza e di distruzione”.
Il ritornello ripetuto dopo le riflessioni su questi giganti illuminati, sembra orientarsi al contrario, e se nel primo inciso pareva dirigersi verso una nuova realtà più negativa, perseguendo i valori di Papa Francesco e di Gino Strada, si polarizza con speranza verso un domani, in cui tutto sarà di nuovo diverso, in cui però si potrebbe addirittura stare meglio.
Il titolo della canzone è stato sotituito sette volte nel tentativo di dare più riferimenti al 13 Novembre di Parigi, ma alla fine è stato ovvio che rimanesse “poi niente sarà più come prima”, per non prendere le distanze dall’idea iniziale di immaginarsi a prendere appunti in un luogo squarciato in modo inatteso da una strage.
All’inizio il breve richiamo al tema di “Fra Martino campanaro” è stato un modo leggero per dare un riferimento temporale allo scenario appuntato sul taccuino del protagonista che si guarda intorno, di lì a poco spettatore insieme alla propria amante di qualcosa che cambierà tutta la loro vita. Anche la citazione “rossastre nubi” di San Martino di Giosuè Carducci sono un richiamo ad un specifico momento dell’anno.

Il legame con Parigi è fortissimo per tantissimi fattori. E’ una città splendida, romantica, ed è a Parigi a mezzanotte che ho chiesto a Laura di sposarmi. Ne “La Piccola Enciclopedia Del Bosco Vol.3” è incluso anche un brano intitolato “weekend a Parigi” che col pretesto di descrivere l’itinerario da fare in un weekend a Parigi, in stile tour operator, descrive anche la sorpresa dell’anello.