cara mamma

cara mamma non ci crederai,
il nemico è proprio uguale a noi
l’uniforme è diversa
ma negl’occhi ha la mia angoscia sommersa
dai rumori di granate
e un intero continente si suiciderà
e la mia generazione così brucerà
noi dormiamo in mezzo al fango insieme alla morte
che vaga in mezzo a noi
e col dito ci conta e poi
rannicchiati nella trincea
se metto fuori la testa mi bacia come una dea
mentre la tragedia si muove intorno
io ti scrivo da questa guerra
e finché scrivo resto calmo
finché ti penso resto calmo
ti rassicuro e resto calmo
ti raccomando a Dio
la baionetta attraverso
e il foglio cade dal mio palmo
cara mamma ci attaccano col gas,
e chi è impazzito non è più tra noi
sulle Alpi fa un freddo cane,
mangio di notte un piatto freddo col pane
chi dorme è facile, da attaccare
e un intero continente si suiciderà
e la mia generazione così brucerà
noi dormiamo in mezzo al fango insieme alla morte
che vaga in mezzo a noi
e col dito ci conta e poi
rannicchiati nella trincea
se metto fuori la testa mi bacia come una dea
mentre la tragedia si muove intorno
io ti scrivo da questa guerra
e finché scrivo resto calmo
finché ti penso resto calmo
ti rassicuro e resto calmo
ti raccomando a Dio
la baionetta attraverso
e il foglio cade dal mio palmo

NOTE SUL BRANO:
La mamma è senza dubbio il primo amore, per questo la canzone è inserita nell’album “gli amanti”. In questo brano il protagonista in trincea, durante la Prima Guerra Mondiale, sta scrivendo una lettera di saluti e raccomandazioni alla madre, raccontando le impressioni di una vita da soldato semplice che in ogni istante è consapevole dell’assurdità del combattimento e dei rischi che sta attraversando. La lettera che scrive cadendo dalla mano al fango, non si sa se raggiungerà mai il destinatario.
“Cara mamma” è un testo composto dopo aver letto numerose lettere realmente scritte dai soldati in trincea durante la Prima Guerra Mondiale. Si è trattato di un brano scritto su commissione, presentato il 28 febbraio 2015 al teatro di Ora di Bolzano, per l’anniversario dei cent’anni. Lefragole si sono esibite in una serata commemorativa suonando cover insolitamente rivisitate di brani dell’epoca, come “ta pum”, “mamma mia dammi cento lire”, ecc.
Durante il live nel teatro, l’emozione era alle stelle e così pure il profondo rispetto per certi brani storici e le vicende raccontate, durante le prove, specie le prime abbozzate, è stato invece difficile non banalizzare la prospettiva di inventarsi nuovi arrangiamenti su canzoni così datate, abbandonandosi all’ilarità. Probabilmente complice la notte molto inoltrata in sala prove!